Sinossi

Quando le ombre si fanno lunghe

"La conobbi a Parigi in una libreria affollata. Urtandola per sbaglio, frettolosamente, mi girai in modo meccanico verso di lei per chiederle scusa. Pensando di trovarmi davanti al solito viso anonimo, farfugliai un distratto e confuso “mi scusi”. I miei pensieri e i miei movimenti erano già oltre quell’incontro, se non fosse stato per il suo sguardo magnetico che paralizzò il tempo attorno a noi. I miei occhi infatti restarono incollati ai suoi in un attimo eterno colmo di profondità. Chi era quella donna che mi sorrideva con fare materno e rassicurante?
Le parole mi si congelarono in gola mentre lei continuava a tenere quel suo sguardo bambino appiccicato al mio, cosa di cui ero ben contenta. Aveva fra le mani un libro con una copertina coloratissima, di fiabe probabilmente. Indossava un cappellino di velluto color panna assai bizzarro, una giacca dal tessuto morbido color lillà che le disegnava i fianchi perfettamente. Pantaloni chiari su gambe ben scolpite. Capelli castani e ondulati tenuti a caschetto, facevano da cornice ad un viso piuttosto squadrato, seppur dolce. Un bel nasino ed una bocca che pareva essere stata creata apposta per sorridere ed accogliere. Oltre che a baciare, naturalmente. Accogliere chi, come me, stava cercando una risposta… Fu lei a rompere il ghiaccio, se mai ghiaccio ci fu fra noi.
“Non le trovi anche tu affascinanti le fiabe? Non ho nessuno a cui raccontare favole, ma non ho mai rinunciato al piacere di immergermi in mondi fantastici e di perdermi in scenari da sogno. E che messaggi di speranza in questi libri! Li adoro davvero. Mi aiutano a tenere viva la fantasia, mi aiutano a ricordarmi ogni giorno che la vita è magica. Leggere le fiabe è come decidere quali occhiali indossare: occhiali con lenti scure oppure occhiali con lenti chiare e colorate?”

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